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Semplificazioni IVA per il commercio elettronico

Con la Direttiva 2455/2017 l'Unione Europea è intervenuta in ordine al regime impositivo delle vendite nel settore del commercio elettronico e delle vendite a distanza di beni, forniti da uno Stato membro all'altro e da territori terzi o Paesi terzi alla comunità.

In ragione della crescita esplosiva del commercio elettronico, infatti, si è manifestata la necessità di adattare alle nuove esigenze degli operatori le disposizioni contenute nelle precedenti Direttive 2006/11/CE e 2009/132/CE, al fine di creare pari condizioni di concorrenza per le imprese e, al contempo, di proteggere il gettito fiscale degli Stati membri.

La legge di delegazione europea 2018 attribuisce al Governo il compito di recepire tale Direttiva che, allo stato attuale, non è ancora applicabile nell'ordinamento tributario italiano se non in qualità e nei limiti della Direttiva c.d. "self executing".

Ambito di applicazione

Come accennato in premessa, la Direttiva UE 2455/2017 interviene in materia di IVA, introducendo alcune importanti semplificazioni per le prestazioni di servizi di telecomunicazione, servizi di teleradiodiffusione ed elettronici e per le vendite a distanza di beni.

Tali semplificazioni entreranno in vigore, a seconda della tipologia, dal 01 gennaio 2019 e dal 01 gennaio 2021.

In particolare, a partire dal 01 gennaio 2019 sarà introdotta la soglia IVA per i servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione e per quelli forniti in via elettronica resi a privati consumatori di Stati membri.

Tale soglia, a partire dal 01 gennaio 2021, sarà estesa anche alle vendite intracomunitarie a distanza, aventi le medesime caratteristiche.

Sempre dal 2021, è prevista l’applicazione del regime Moss anche alle vendite intracomunitarie a distanza di beni, ai servizi diversi da quelli di telecomunicazione, teleradiodiffusione e ai servizi forniti per via elettronica nonché alle vendite a distanza di beni provenienti da Paesi terzi.

In generale, poi, chiunque intenda utilizzare il sistema Moss dovrà osservare le regole di fatturazione dello Stato membro in cui è identificato il fornitore o prestatore.

La normativa in vigore

Prima di approfondire le novità introdotte dalla Direttiva in commento, occorre fare un breve cenno alla disciplina attualmente in vigore.

A partire dal 01 gennaio 2015, i servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione e elettronici resi nei confronti di privati consumatori UE sono tassati nel c.d. Stato membro di consumo, ossia il Paese in cui il destinatario è stabilito, ha l’indirizzo permanente o è residente abituale, senza che abbia alcuna importanza il luogo di stabilimento del fornitore.

Per quanto concerne, invece, i soggetti passivi extra-UE non stabiliti nell’Unione Europea e i soggetti passivi UE non stabiliti nello Stato membro di consumo che effettuano transazioni Business to Consumer (B2C), essi possono usufruire del regime Moss (Mini One Stop Shop) al fine di identificarsi in un Paese dell’Unione Europea.

In forza dell’attuale normativa, pertanto, tutte le imprese che forniscono tale tipologia di servizi nei confronti di committenti non soggetti passivi UE (ossia privati consumatori o persone giuridiche che agiscono in veste istituzionale) non devono procedere all’identificazione nello Stato membro in cui sono domiciliati i clienti ma possono concentrare i propri adempimenti IVA presso lo Stato membro di identificazione.

Sarà l’Autorità fiscale di tale Paese a riversare, sugli altri Stati, l’IVA relativa ai servizi forniti dal soggetto identificato, sulla base di una dichiarazione riepilogativa presentata da quest’ultimo.

I soggetti interessati non possono, tuttavia, detrarre da tale imposta l’IVA pagata sugli acquisti di beni e servizi effettuati nei vari Stati UE, la quale potrà essere recuperata attraverso un’istanza di rimborso o tramite detrazione dall’imposta applicata a operazioni escluse dal regime speciale.

Inoltre, per quanto riguarda le regole di fatturazione si deve fare riferimento alle norme applicabili nello Stato membro in cui si considera effettuata la prestazione di servizi.

Occorre tenere presente, infine, che poiché il Moss costituisce un regime opzionale è possibile anche non avvalersene registrandosi in ogni Stato membro in cui sono forniti servizi ai propri clienti.

Semplificazioni da recepire entro il 31 dicembre 2018

Con l’intervento della Direttiva 2455/2017, al sistema descritto sono state apportate alcune semplificazioni da adottare in tempi brevi, ossia a partire dal 01 gennaio del prossimo anno.

In particolare, è stata prevista l’introduzione di una soglia annuale pari a 10.000 euro, al di sotto della quale i soggetti che operano nei confronti di privati consumatori potranno applicare l’IVA nello Stato membro in cui sono stabiliti oppure hanno l'indirizzo permanente o la residenza abituale.

Tali operazioni, dunque, verranno tassate nel Paese del fornitore e non in quello di destinazione.

In tal modo, sono ridotti in maniera rilevante gli oneri gravanti sulle piccole imprese stabilite in uno Stato membro, che prestano solo occasionalmente i servizi in questione in altri Stati membri dell’Unione Europea e che sono comunque tenute ad adempiere a complessi obblighi IVA.

Il prestatore, infatti, applicherà l’imposta nel proprio Paese laddove il valore totale delle prestazioni di servizi, al netto dell’IVA, non superi, nell’anno corrente, l’ammontare di 10.000 euro (o il relativo controvalore in moneta nazionale) e neppure lo abbia superato nell’anno precedente.

Se nel corso dell’anno civile la soglia stabilita viene superata, a partire dalla data del superamento si applicherà l’ordinario criterio impositivo basato sul luogo di destinazione dei beni.

Tale disposizione può considerarsi facoltativa poiché è concesso ai fornitori di utilizzare il Moss e quindi di applicare il criterio impositivo del Paese di consumo per un periodo di 2 anni.

Come ulteriore semplificazione per le imprese, è stato altresì disposto che a partire dal 01 gennaio 2019 le norme in materia di fatturazione applicabili nel caso in cui ci si avvalga del regime speciale Moss non saranno più quelle dello Stato in cui si considera effettuata la prestazione di servizi ma quelle applicabili nello Stato membro di identificazione del prestatore che si avvale del regime.

Ciò consentirà al fornitore di non dover rispettare e, di conseguenza, di non dover conoscere le norme in materia di fatturazione di tutti gli Stati membri di destinazione delle prestazioni di servizi, ma sarà sufficiente far riferimento alle norme del proprio Stato di identificazione.

Infine, la Direttiva prevede che i soggetti passivi non stabiliti nell’Unione Europea, ma registrati ai fini IVA in uno degli Stati membri, potranno avvalersi del regime speciale previsto per i soggetti passivi non stabiliti nell’UE.

Semplificazioni da recepire entro il 31 dicembre 2020

La Direttiva 2455/2017 prevede, poi, ulteriori semplificazioni che dovranno entrare in vigore dal 01 gennaio 2021, volte principalmente a estendere gli attuali regimi speciali previsti per la tassazione dei servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici a tutti gli altri servizi, comprese le vendite a distanza.

L’applicazione di tali novità richiede, tuttavia, adattamenti importanti al sistema informatico di registrazione, dichiarazione e pagamento dell’IVA nonché specifiche disposizioni applicative.

Regime non-UE

Relativamente al regime speciale per i soggetti passivi non stabiliti nell’Unione Europea che prestano servizi a persone che non sono soggetti passivi nell’Unione Europea, di estremo rilievo è l’estensione di tale regime a tutti i servizi e non soltanto a quelli di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici.

In questo modo, tutti gli operatori potranno avvalersi del regime Moss per la registrazione e il pagamento dell’IVA.

Si noti, inoltre, che anche in relazione a detti servizi è previsto l’obbligo, laddove si sia optato per il regime Moss, di adottare le regole di fatturazione dello Stato membro in cui è identificato il prestatore.

Regime UE

Dal 01 gennaio 2021 tutti i tipi di servizi, prestati da soggetti passivi stabiliti nell’Unione Europea ma in uno Stato membro diverso da quello di consumo, potranno godere dell’attuale regime speciale riservato ai servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici, incluso l’obbligo di adottare le regole di fatturazione del Paese in cui è identificato il fornitore.

Tale regime, inoltre, si applicherà anche alle vendite a distanze intracomunitarie di beni.

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