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Blocco compensazioni F24: regole operative

Con il provvedimento 195385/2018 sono stati definiti i criteri e le modalità per il blocco dei modelli F24 contenenti compensazioni a rischio.

In particolare, è stata data attuazione alla disposizione della Legge di bilancio 2018 secondo cui - allo scopo di contrastare il fenomeno delle indebite compensazioni di crediti d'imposta - l’Agenzia delle Entrate può sospendere, fino a 30 giorni, l'esecuzione dei modelli F24 al fine di verificare la presenza di eventuali compensazioni che presentano profili di rischio.

Qualora dall'esito del controllo automatizzato il credito risulta correttamente utilizzato, ovvero risultano decorsi 30 giorni dalla data di presentazione dell’F24, la delega è eseguita e le compensazioni ed i versamenti in essa contenuti sono considerati effettuati alla data indicata nel file inviato. Diversamente, la delega di pagamento non è eseguita ed i relativi versamenti/compensazioni si considerano non effettuati.

Sul piano temporale tali disposizioni hanno effetto dal prossimo 29 ottobre 2018.


Criteri utilizzati per il controllo dei modello F24

In attuazione delle disposizioni della legge di bilancio 2018, l'Agenzia delle Entrate ha fissato i criteri da utilizzare per selezionare - ai fini del controllo automatico - i modelli F24 contenenti compensazioni a rischio.

Nello specifico, le deleghe di pagamento sono selezionate per l'applicazione della procedura di sospensione utilizzando criteri riferiti:

  • alla tipologia dei debiti pagati
  • alla tipologia dei crediti compensati
  • alla coerenza dei dati indicati nel modello F24
  • ai dati presenti nell’Anagrafe Tributaria o resi disponibili da altri enti pubblici afferenti ai soggetti indicati nel modello F24
  • ad “analoghe compensazioni” effettuate in precedenza dai soggetti indicati nell’F24
  • al pagamento di debiti iscritti a ruolo, di cui all'articolo 31, comma 1, del D.L. 78/2010

Allo scopo di controllare tempestivamente l'utilizzo dei crediti in compensazione per i pagamenti di cui al punto f), il provvedimento precisa che i modelli F24 contenenti il pagamento di debiti iscritti a ruolo sono presentati esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto della delega di pagamento.

I modelli F24 da sottoporre a controllo, quindi, saranno selezionati in via automatizzata, mentre le verifiche sul rischio saranno effettuate dalle strutture territorialmente competenti delle Entrate.

Ciò detto, non pare vi siano particolari limitazioni alle tipologie di debiti/crediti che possono far scattare la sospensione.

Si rammenta che la relazione accompagnatoria alla Legge di bilancio 2018 ha elencato, a titolo esemplificativo, le seguenti fattispecie oggetto di verifica:

  • utilizzo del credito in compensazione da parte di un soggetto diverso dal titolare del credito stesso
  • compensazioni di crediti che, in base a quanto indicato nel modello F24, sono riferiti ad anni d'imposta molto anteriori rispetto all'anno in cui è stata effettuata l'operazione
  • crediti utilizzati in compensazione ai fini del pagamento di debiti iscritti a ruolo

Modalità operative della sospensione

Riguardo le modalità operative della procedura di sospensione viene stabilito che:

  • il soggetto che ha inviato il modello F24 mediante i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate viene informato - con apposita ricevuta - dell'eventuale blocco della delega. Nella medesima ricevuta viene indicata anche la data di fine del periodo di sospensione
  • durante il periodo di sospensione, non viene effettuato l’addebito sul conto indicato nel file telematico dell'eventuale saldo positivo del modello F24 e può essere richiesto l'annullamento della delega secondo le ordinarie procedure telematiche dell'Agenzia.

L’esito delle verifiche dell'Ufficio può condurre, quindi, ad un accoglimento o allo scarto della delega. In particolare, se in esito alle verifiche il credito risulta correttamente utilizzato, la delega si considera effettuata nella data indicata nel file telematico inviato e:

  • in caso di F24 a saldo zero, con apposita ricevuta, l'Agenzia comunica al soggetto che ha trasmesso il file telematico l'avvenuto “perfezionamento” del pagamento
  • in caso di F24 con saldo positivo, l'Agenzia invia la richiesta di addebito sul conto indicato nel file telematico, informando il soggetto che ha trasmesso il file

Di converso, se a seguito delle verifiche effettuate, l'Ufficio rileva che il credito non è stato correttamente utilizzato, la stessa comunica lo scarto del modello F24 al soggetto che ha inviato il file  telematico, tramite apposita ricevuta, indicandone anche la relativa motivazione. In tale eventualità, tutti i pagamenti e le compensazioni contenuti nel modello F24 scartato si considerano non eseguiti.

Durante il periodo di sospensione e prima che siano intervenuti lo scarto o lo sblocco della delega di pagamento, il contribuente può inviare all'Agenzia delle Entrate gli elementi informativi ritenuti necessari per la finalizzazione della delega sospesa. Tali elementi sono utilizzati dall'Agenzia ai fini del controllo dell'utilizzo del credito compensato.

Un aspetto di particolare rilevanza concerne il fatto che la sospensione riguarda l’intero contenuto della delega di pagamento. Ciò potrebbe indurre contribuenti ed intermediari a presentare modelli F24 con le sole compensazioni oggetto di verifica da parte degli Uffici e lasciare le imposte a debito in altra delega in modo da tenere distinti i versamenti.

Va, altresì sottolineato che nulla vieta al contribuente di regolarizzare l’omesso/tardivo versamento (articolo 13, comma 1, D.Lgs. 471/1997) mediante il ricorso all'istituto del ravvedimento operoso.

Ciò pare supportato da quanto precisato dall'Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2018 in merito ad un caso di F24 scartato: “se il modello F24 viene respinto perché il credito é inesistente oppure inutilizzabile (ad esempio, non è ancora maturato), si ritiene che la ripetizione del pagamento, se successiva alla scadenza prevista, debba essere sanzionata, se non accompagnata dal ravvedimento”.

Quindi, in caso di blocco della compensazione, si dovrà presentare nuovamente la delega di pagamento applicando le sanzioni ridotte da ravvedimento, mentre è chiara l’inapplicabilità della sanzione per indebita compensazione (articolo 13, commi 4 e 5, D.Lgs.471/1997) in quanto la stessa non è avvenuta.

Nell’ambito del provvedimento, poi, tra le disposizioni finali viene specificato che:

  • restano ferme le vigenti disposizioni concernenti l'obbligo di presentazione dei modelli F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione delle Entrate
  • i criteri selettivi e la procedura su indicata sono applicati anche ai residui casi in cui è consentita la presentazione di deleghe contenenti compensazioni attraverso i servizi telematici messi a  disposizione da banche, Poste e altri prestatori di servizi di pagamento
  • restano ferme le specifiche disposizioni vigenti che prevedono il controllo preventivo, in fase di elaborazione dei modelli F24, dell'utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta

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